Ti è mai capitato di stare bene per ore e poi succede qualcosa?
Magari una telefonata.
Un messaggio.
Una cena.
Uno sguardo.
Una frase detta con un certo tono.
Un'aspettativa, detta o percepita.
E qualcosa dentro di te cambia immediatamente.
Il corpo si tende.
La mente accelera.
Il respiro si accorcia.
E spesso non te ne accorgi nemmeno.
Compare un mal di testa.
Lo stomaco si chiude.
Arriva il gonfiore addominale.
Le spalle si irrigidiscono.
Ti senti improvvisamente stanca o irritabile.
Eppure, all'apparenza, non è successo nulla di grave.
Compare una sensazione di disagio che non riesci a spiegare fino in fondo.
Spesso la prima reazione è pensare:
"Forse sono io quella sbagliata."
"Sono stata troppo dura, in fondo non mi ha chiesto la luna."
"Non dovrei reagire così."
Ma la realtà è spesso molto diversa.
Il sistema nervoso non reagisce solo al presente
Come abbiamo visto in 18, “Il corpo ricorda ciò che la mente ha dimenticato”, il nostro corpo registra molto più di quanto immaginiamo.
Quando incontriamo una persona, il sistema nervoso non valuta soltanto ciò che sta accadendo in quel momento.
Confronta continuamente il presente con esperienze passate.
Cerca segnali familiari.
Valuta se siamo al sicuro oppure no.
E tutto questo accade in pochi istanti, spesso senza che ne siamo consapevoli.
Per questo motivo alcune persone riescono a metterci immediatamente a nostro agio, mentre altre sembrano attivare tensione, insicurezza o bisogno di controllo.
Perché con alcune persone sei te stessa e con altre no?
Ci sono persone accanto alle quali ti senti libera.
Puoi sbagliare.
Puoi essere imperfetta.
Puoi dire ciò che pensi.
Puoi rilassarti.
Puoi semplicemente essere te stessa.
E poi ci sono persone la cui sola presenza sembra attivare immediatamente uno stato di tensione.
Con loro senti il bisogno di controllarti.
Di spiegarti meglio.
Di non deludere.
Di fare attenzione a ogni parola.
Di dimostrare qualcosa.
Non sempre dipende da loro.
Molto spesso dipende da ciò che quella relazione tocca dentro di noi.
Quando il corpo si mette in allerta
Il corpo spesso se ne accorge prima della mente.
Potresti notare:
- tensione al collo e alle spalle
- nodo allo stomaco
- fame nervosa
- mal di testa
- rigidità muscolare
- battito accelerato
- sensazione di chiusura nel petto
- difficoltà ad addormentarti dopo un incontro o una conversazione
Questi segnali non sono un difetto.
Sono informazioni.
Il corpo sta cercando di dirti che qualcosa è importante.
La mente può minimizzare.
Può trovare spiegazioni.
Può convincerti che stai esagerando.
Il corpo invece continua a parlare.
Non sempre è un problema della persona
Questo è un punto fondamentale.
Spesso crediamo che il problema sia la persona che abbiamo davanti.
A volte è vero.
Esistono persone critiche, manipolatorie o emotivamente poco disponibili.
Ma molto spesso ciò che ci attiva non è la persona in sé.
È il bisogno che quella persona tocca dentro di noi.
Un bisogno di approvazione.
Di riconoscimento.
Di sentirsi viste.
Di sentirsi amate.
Di sentirsi abbastanza.
Di sentirsi al sicuro.
Quando quel bisogno viene sfiorato, il sistema nervoso reagisce.
E più quel bisogno è profondo, più intensa sarà la reazione.
Ecco perché capire i trigger è così importante
Molte donne passano anni cercando di evitare certe situazioni o certe persone.
Ma evitare non risolve il problema.
Il vero cambiamento inizia quando comprendiamo cosa si sta attivando dentro di noi.
Perché due persone possono ricevere la stessa critica e reagire in modo completamente diverso.
La differenza non è nell'evento.
È nella storia che quell'evento incontra.
È nelle ferite, nelle paure e nei bisogni che porta a toccare.
Il primo passo è osservare
La prossima volta che qualcuno ti mette in tensione, prova a fermarti un momento.
Invece di chiederti:
"Cosa c'è che non va in quella persona?"
prova a chiederti:
"Cosa sta succedendo dentro di me?"
"Cosa sto sentendo nel corpo?"
"Quale parte di me si sente minacciata?"
"Di cosa ho paura in questo momento?"
Non serve avere subito una risposta.
La curiosità è già un inizio.
Non tutte le persone ci attivano allo stesso modo.
E questo non accade per caso.
Dietro molte reazioni automatiche esistono bisogni profondi, esperienze passate e meccanismi di protezione che il nostro sistema nervoso ha imparato nel tempo.
Comprenderli non significa dare la colpa a sé stesse.
Significa iniziare a conoscersi meglio.
Perché quando comprendiamo cosa ci attiva, smettiamo lentamente di esserne guidate.
Smettiamo di esserne vittime.
E iniziamo a scegliere come rispondere.
FAQ
Cos'è un trigger emotivo?
Un trigger emotivo è una situazione, una persona o un evento che attiva una reazione emotiva intensa spesso collegata a esperienze o bisogni profondi.
Perché alcune persone mi mettono subito in tensione?
Perché possono attivare inconsapevolmente paure, bisogni o esperienze già presenti nel tuo sistema nervoso.
Come faccio a capire se una persona è un trigger?
Osserva il corpo. Tensione, agitazione, chiusura del petto, nodo allo stomaco o bisogno di controllarti sono spesso segnali importanti.
Un trigger significa che c'è qualcosa che non va in me?
No. Significa semplicemente che il tuo sistema nervoso sta cercando di proteggerti attraverso schemi che ha imparato nel passato.
Se ti riconosci in queste dinamiche, potrebbe esserti utile approfondire anche i miei Percorsi di Coaching, dove lavoriamo insieme sull'ascolto del corpo, sulla consapevolezza emotiva e sui meccanismi che ci mantengono in uno stato di tensione continua.

